Incubatori e Acceleratori – Chi vincerà?

Lorenza Morandini/ Marzo 25, 2019/ Impact Hub Milano, Impact investing, Incubatore, Incubatore aziendale, Incubatore startup, Investitore, Open Innovation, Startup innovative

MA CHI VINCERA’ FRA GLI INCUBATORI E GLI ACCELERATORI?

Facciamo un passo indietro, ovvero, vediamo di capire come questi business (incubatore e acceleratore) fanno utili.

Ovvero qual è il loro modello di business? Ma come fanno a fare utili, dando servizi a queste aziende che, per definizione, sono sotto capitalizzate?

Esistono due modelli di business nel mondo dell’incubazione: il primo è il co-working, il secondo è prendere delle quote nelle proprie startup e guadagnare dalla vendita delle quote.

I due approcci sono profondamente diversi, vediamoli assieme.

Il co-working

Nel co-working si affitta una scrivania in uno spazio comune a 300 euro al mese (yuppi!!).

Il vantaggio per la startup è di avere un luogo in cui il gruppo di lavoro si trova regolarmente, un ufficio (anche se spesso è una scrivania con un open space), con il wi-fi, le pulizie fatte, e altre persone che lavorano.

Vi è anche un altro vantaggio: quello di essere all’interno di un gruppo, ben più ampio del gruppo di lavoro, di persone che si conoscono e che si possono confrontare.

Ma se il co-working è aperto a tutti i tipi di startup, da quella tecnologica a quella sociale, il confronto e la contaminazione di competenze rilevanti per gli uni e gli altri è molto limitata.

La contaminazione è minima e di fatto non fa parte del modello di business.

Il luogo deve essere facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Non vi è selezione all’entrata riguardo a chi possa accedere a questo spazio, se non il fatto che sei una persona o una startup che cerca un luogo di lavoro, diciamo così, non solitario.

L’investimento in startup.

In questo caso, l’incubatore diventa di valore se riesce a:

  • Selezionare le startup con una capacità superiore agli altri fra le miriadi di belle idee che esistono;
  • Estrapolare o creare veramente il massimo del valore di un’idea;
  • Dare veramente servizi di cui sopra altamente verticali e specializzati, così da diventare rilevanti nella vita reale e nell’accettazione del prodotto.

Tuttavia, l’incubatore – investitore ha un problema anch’esso di cassa, perché, dando tutti questi servizi ad aziende che hanno poco (o per nulla) capitale, non viene pagata in cassa, ma in equity.

Ed allora l’incubatore-investitore come fa a generare cassa prima della vendita di una o più delle proprie startup (vendita che spesso avviene dopo 4-5 anni)?

Lo fa così:

prepara e fa partecipare (vincendoli) tanti premi alle proprie startup che così acquisiscono cassa e pagano i servizi che ricevono parte in cassa e parte in equity.

Per fare questo, un’incubatore deve essere presente sul mercato da anni, deve essere riconosciuto e riconoscibile, deve partecipare alle selezioni, etc….

L’incubatore-investitore, strada facendo, diventa poi un vero selezionatore e selezionare è scienza, ma anche anche arte, business jugdgment, fiuto … allenato, ma fiuto … tutti pensano di essere in grado di farlo, ma non è vero.

Chi vincerà tra l’incubatore e l’acceleratore?

La realtà è che solo gli incubatori-investitori verticali sopravviveranno

Il loro successo dipende dal fiuto e dalla credibilità che hanno nella scelta delle startup.

Tale credibilità è data dalla necessità e voglia di investire in una certa startup e dando “serenità” alle proprie decisioni e ai propri investitori o business angels (persone wealthy che vogliono investire parte – anche se una % piccola – del proprio portafoglio in attività ad alto rischio / alto ritorno)

Anche il co-working sopravviverà, ma quello è un modello di business non complesso, ed una volta compreso nelle propria essenza, anche facilmente replicabile.

Quindi, sopravviverà, ma con capacità di mantenere la propria redditività ai livelli attuali, cioè pari a zero.

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